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Parlare di hype smisurato e riferirsi al nuovo capitolo di Doom è forse riduttivo, dopotutto stiamo parlando della saga che ha fatto la storia degli FPS moderni creata dalla id Software dei bei tempi, quella con John Carmack e John Romero che negli anni ’90 rivoluzionarono il genere degli FPS con le serie Doom e Quake (quest’ultima poi responsabile della rottura definitiva tra Romero e Carmack). Sono passati 23 anni da quando il “doomguy” è entrato nelle nostre vite, cambiando definitivamente l’industria dei videogiochi e lasciando una traccia indelebile nei nostri cuori. Doom non è solamente un videogioco, ma fa parte dell’immaginario collettivo, della cultura nerd e non solo, il suo marchio viene continuamente citato in produzioni musicali, serie TV e cinema, a testimoniare come l’opera di id Software creata ormai nel lontanissimo 1993 è un pezzo di storia.

aE’ perciò riduttivo parlare di hype quando in ballo c’è il nuovo capitolo di Doom, ma attenzione perché qui non parliamo di un semplice sequel, ma di un gioco che non si può sbagliare, che dovrà essere perfetto a tutti i costi, per milioni di utenti il fallimento equivarrà a una bestemmia vera e propria. Il nuovo capitolo della saga che numericamente sarebbe Doom 4, è stato chiamato semplicemente DOOM ad indicare l’intenzione di tornare alle origini, con un reboot della saga che vuole prendere le distanze da Doom 3, che si era distaccato parecchio dal gameplay frenetico della serie. Per comodità il nuovo capitolo lo chiameremo DOOM in maniera da poter fare confronti diretti con il capitolo originale della serie senza molti giri di parole.
In DOOM la voglia è quella di tornare ai bei tempi del primo e del secondo capitolo e perciò fin dalle prime news riguardo al suo sviluppo, sono emerse le idee degli sviluppatori per quello che inizialmente si chiamava Doom 4 e che venne trasformato in DOOM in seguito alle dichiarazioni di id Software durante il Quakecon 2013, dove si affermava che Doom 4 “non aveva spirito, non aveva anima e non aveva personalità” e quindi non aveva il diritto di uscire sugli scaffali.

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Evidentemente per tornare a creare un Doom con un’anima e tutto ciò che id Software voleva dare agli appassioanti, c’era il bisogno di abbandonare la via più cupa e meno frenetica intrapresa con Doom 3 e tornare ai tempi un po’ più spensierati e caotici dei primi due capitoli e da queste ottime premesse, si è iniziato a pensare a DOOM come reboot della storica saga. Le info sono state rilasciate con il contagocce attraverso gli anni, ma tra i vari QuakeCon e E3 si è potuto fare un quadro generale della situazione fino ad oggi, quando manca davvero poco all’uscita di uno dei giochi più attesi dell’anno. Andiamo quindi a fare un riassunto di tutto ciò che sappiamo sull’ultima invasione di demoni targata id Software e mi raccomando, siccome l’effetto nostalgia non è mai troppo, correte a leggere il nostro speciale Retrogaming dedicato al primissimo Doom!
bDOOM parte dalla storia, una sceneggiatura molto semplice che richiama direttamente le classiche storie “alla Doom". Non prendiamoci in giro, non è mai importato nulla a nessuno della storia di Doom, tant’è che ogni capitolo si apre con la stessa premessa e si evolve nello stesso identico modo, ma va benissimo così. Ciò che sappiamo è che la dottoressa Olivia Price ha utilizzato un congegno per aprire un portale con l’Inferno e come da copione, il portale viene attraversato da demoni di varia specie. Da questo momento in poi, entra in gioco il nostro caro space-marine “doomguy” che per ora mantiene questa anonima denominazione che probabilmente ritroveremo anche nel gioco finale. L’ambientazione principale di DOOM sarà il pianeta Marte, in particolare la stazione spaziale dove è stato attivato un dispositivo per il trasporto dimensionale che per colpa della nostra cara dottoressa, sta trasportando demoni nel nostro universo. Nei vari trailer e gameplay finora mostrati, è stato possibile riconoscere anche ambientazioni classiche della serie come l’Inferno, ma non sappiamo in che quantità occuperanno lo schermo nel singleplayer, mentre sicuramente saranno presenti nelle mappe multiplayer. I gameplay hanno subito rivelato importanti informazioni e ci hanno fatto tirare diversi sospiri di sollievo quando abbiamo capito che effettivamente, Doom è tornato! L’azione è frenetica, violenta e visivamente eccezionale grazie all’utilizzo del nuovo motore id Tech 6 e fortunatamente i tratti distintivi della saga sono stati reintrodotti nel gameplay, quindi possiamo dire addio ai sistemi di rigenerazione della salute e alle coperture, tornando al continuo movimento e alla ricerca dei medi-kit sparsi per la mappa.
2Sono stati avvistati diversi nemici classici come i Revenant, i Mancubus e i Cyberdemon, mentre un’ovazione si è alzata tra la folla dell’E3 2015 quando nel gameplay mostrato si sono fatte vedere la mitica motosega e la BFG 9000, arma classica e simbolo di id Software presente sia in Doom che in Quake. Le basi perciò ci sono proprio tutte e a vederlo in movimento, DOOM sembra proprio un bel gioco, frenetico e ricco di splatter al punto di strappare più di un sorriso a tutti i fan storici della saga e anche ai più scettici riguardo al reboot.
Le idee di id Software però non finiscono qui e la struttura del gameplay è arricchita dall’introduzione di un sistema di “mosse finali” da scatenare contro i nemici storditi dalle armi. Per farvi un esempio, alcune armi come la shotgun avranno alte probabilità di spappolare i nemici, soprattutto a distanza ravvicinata, ma in alcuni casi i nemici potrebbero essere storditi e sarà possibile inferirvi con delle “finisher” piuttosto spettacolari, cinematografiche e ricche di splatter e gore. Potremo spappolare le teste dei nemici sotto il nostro stivale, staccargli un braccio e menarli, rompere vari arti e contorcerli in posizioni improbabili, il tutto condito da sangue a volontà. E’ Doom ragazzi, non potete pretendere che sia adatto ad un pubblico facilmente impressionabile o che non sopporti la vista del sangue in un videogioco, di certo non troverete opzioni per eliminarlo nei menù. Tra l’altro il sistema di mosse finali, ci è sembrato anche molto libero nella scelta di quale parte del corpo colpire, perché si è potuto intuire che le mosse cambieranno in base alla zona del corpo inquadrata, permettendo quindi di sbizzarrirci durante i livelli e di non vedere sempre la stessa animazione scelta casualmente dal gioco.
Altri interessanti elementi di gameplay finora mostrati sono la gestione delle armi attraverso una moderna ruota e l’introduzione del doppio salto.
La ruota delle armi permetterà di cambiare velocemente il nostro strumento di morte durante una sparatoria e si è potuto vedere come il tempo rallenti di molto durante la selezione delle armi, il che permetterebbe anche di effettuare cambi al volo e creare devastanti combo con diverse armi. Per quanto riguarda il doppio salto, ovviamente è un’introduzione più che appropriata in un gioco come DOOM, che potrebbe aprirsi a livelli strutturati anche in verticale e aumentare le fasi di platform.
cIn DOOM ci sarà anche una modalità multiplayer online competitiva, la cui beta come molti di voi sapranno ha permesso a tutti gli utenti che avevano effettuato il pre-order di Wolfenstein: The New Order, di avere un assaggio dell’infernale mondo che ci attende a partire dal 13 maggio 2016.
A prescindere dal multiplayer competitivo, di cui ovviamente sapremo molte più informazioni una volta uscito il gioco, la feature più interessante della componente online di DOOM è lo SnapMap, un sistema di creazione di mappe multiplayer talmente profondo da permettere di creare delle vere e proprie modalità di gioco. Id Software si è messa davvero a pensare in grande con SnapMap e permetterà di creare le proprie mappe di gioco da condividere poi con la community, grazie ad un sistema di una profondità assurda e con possibilità davvero infinite. Sarà possibile persino modificare i ruoli dei personaggi, permettendo di creare squadre miste con demoni al nostro fianco. Le mappe potranno essere strutturate su più livelli e potranno prevedere differenti livelli di interazione con l’ambiente, insomma la nostra immaginazione sarà l’unico grande limite e grazie a SnapMap potremmo dar vita ai nostri sogni più infernali. SnapMap ovviamente si baserà sulla condivisione dei contenuti e la possibilità di poter usufruire delle creazioni di altri giocatori sparsi per il mondo, ma non è stato ancora specificato se i server di condivisione saranno unici tra le varie versioni del gioco, il che sarebbe particolarmente gradito visto che rappresenterebbe un importante passo verso il multiplayer cross-platform che in questi giorni è stato molto discusso, in particolare da Microsoft. Questa informazione probabilmente la scopriremo solo successivamente, all’arrivo del gioco nei negozi, forse non è stata ancora prevista e potrebbe essere implementata solo successivamente tramite patch, ma siamo ben fiduciosi che lo SnapMap con o senza condivisione cross-platform, sarà una feature incredibilmente interessante e potrà aumentare all’infinito la longevità di DOOM.

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Per quanto riguarda il lato tecnico, gli sviluppatori hanno affermato che il gioco girerà a risoluzione FullHD 1080p nativi e a 60 fps sia su Playstation 4 che su Xbox One, definendo questi parametri come la base delle esperienze che i videogiocatori si aspettano dagli FPS moderni. Ovviamente hanno ragione e vedere un motore grafico moderno come id Tech 6, tirato a lucido dei 1080p e senza framerate castrati a 30 fps sarà davvero una gioia per tutti gli utenti. La versione PC del gioco potrà arrivare fino a 4K e con un framerate che su console nemmeno sogniamo, ma probabilmente vista la quantità e qualità di textures ed effetti presenti nel gioco, avremo bisogno di una configurazione hardware di grandissimo livello, sperando sempre nella bontà di driver e ottimizzazione.
Ormai DOOM è alle porte e il 13 maggio potremo finalmente mettere le mani su questo nuovo inizio di una saga che ha fatto la storia dei videogiochi. Riuscirà DOOM a scrivere un nuovo capitolo di storia per gli FPS e per id Software? Le basi ci sono tutte, staremo a vedere cosa ci riserverà il Destino!
Valerio Turrini